Casole d’Elsa

Casole d’Elsa

Casole d’Elsa

Tra medie e basse colline a coltivazione di viti, olivi e cereali

Casole d’Elsa è stato un antico insediamento etrusco ed è tutt’oggi dislocato sul dorso di un colle che regala una suggestiva vista panoramica sulla campagna senese.

Nei secoli XI e XII Casole rappresentava una località di interesse strategico e perciò, per difendere il suo territorio da eventuali attacchi esterni, furono erette nuove fortificazioni, fra cui due torri rotonde oltre alla cinta muraria. Le mura di Casole d’Elsa hanno una forma ovoidale e sono composte sia dalle due torri di fine Quattrocento sopra citate che dalla Rocca, un fortilizio trecentesco, oggi sede del municipio. In questa struttura si nasconde però un’anima contemporanea costituita dalla pinacoteca Arte Viva: una magnifica raccolta di disegni e pitture dei bambini di tutta la provincia.

Tra gli edifici principali del centro storico di Casole spicca la Collegiata di Santa Maria Assunta, in stile romanico-gotico del XII secolo. Al suo interno si trovano numerose opere d’arte come quelle di Beltramo Aringhieri. Nei pressi della Collegiata si trova la Canonica che oggi rappresenta la sede del Museo Archeologico della Collegiata. Proprio qui è possibile conoscere la storia del paese e dei dintorni grazie a reperti archeologici appartenenti al periodo etrusco e opere pittoriche e scultoree della scuola senese dal Trecento al Cinquecento. Da non tralasciare è anche la Chiesa di San Niccolò al cui interno troviamo ad esempio alcuni affreschi di Vincenzo e Francesco Rustici.

Oltre agli edifici e all’arta, dobbiamo riconoscere la notevole importanza ambientale dei boschi di Casole d’Elsa: la foresta di Berignone e i boschi della Montagnola Senese.

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Colle di Val d’Elsa

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Monteriggioni

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Volterra

Volterra

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Tra un passato etrusco e i segreti dell’alabastro

Volterra è uno dei centri più importanti della Toscana, sia per la presenza di monumenti che attestano le civiltà che si sono succedute nel corso di trenta secoli, sia per la lavorazione dell’alabastro toscano i cui manufatti costituiscono oggi uno dei più tipici e tradizionali prodotti dell’artigianato italiano.

Con il suo aspetto prevalentemente medioevale, essa conserva abbondanti reperti del periodo etrusco, come la Porta all’Arco, l’Acropoli e la cinta muraria ancora visibile in alcune zone della città. La presenza romana a Volterra è documentata dagli importanti resti del Teatro di Vallebona, da edifici termali e da una grande cisterna d’acqua. L’aspetto medioevale della città non solo è evidente nel tracciato urbano, ma emerge soprattutto nei palazzi, nelle case-torri e nelle chiese. Tra questi ne citiamo alcuni: il Palazzo dei Priori, il Palazzo Pretorio, i due gruppi di Torri dei Buomparenti e dei Bonaguidi e la Chiesa di San Francesco. Volterra, infine, possiede tre musei di notevole interesse storico-artistico: il Museo Guarnacci, la Pinacoteca e il Museo Civico, il Museo dell’Opera del Duomo.

La sua doppia cinta muraria, lunga ben 7300 metri, è stata pensata per proteggere non solo l’abitato ed il centro urbano, ma anche le fonti, i campi coltivati ed i pascoli, spesso soggetti ad incursioni da parte di popoli stranieri.

Oltre ai monumenti e alle numerose testimonianze di arte e di storia, Volterra offre la visione del dolce paesaggio collinare che la circonda, interrotto da ovest bruscamente dallo spettacolo selvaggio e impressionante delle Balze.

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Rosia

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Torri

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Abbazia di San Galgano

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San Gimignano

San Gimignano

San Gimignano

Una selva di torri all’orizzonte

Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico San Gimignano è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1990. Il sito di San Gimignano, noto anche come la Manhattan del Medioevo, è per lo più intatto nell’aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell’età comunale. Nel periodo più florido, le ricche famiglie di San Gimignano arrivarono a costruire ben 72 torri come simbolo del loro benessere e potere. Di queste oggi ne rimangono ben 14 che contribuiscono a rendere ancora più affascianante l’atmosfera cittadina.

Duomo di San Gimignano: la semplicità della sua facciata romanica racchiude le meraviglie ed i capolavori presenti all’interno. Tra questi vengono riconosciute opere di Benozzo Gozzoli, Taddeo di Bartolo e degli allievi di Simone Martini.

Piazza del Duomo: se il Duomo è il simbolo religioso di San Gimignano, il Palazzo del Popolo è il suo corrispettivo civico. Insieme, a pochi metri uno dall’altro, formano lo straordinario insieme architettonico di Piazza del Duomo. Il Palazzo Comunale si trova sula sinistra della piazza, tra la Torre Grossa e la Loggia del Comune. Il palazzo oggi ospita il Museo Civico di San Gimignano che annuncia già la sua bellezza dal cortile d’ingresso.

Piazza della Cisterna: questa piazza è, con la sua straordinaria scenografia, punto di passaggio quasi obbligato per ogni visita a San Gimignano. Si trova alla sommità della collina su cui è costruita la cittadina toscana, quindi è un buon posto per rilassarsi. Armoniosa e raccolta, è certamente la più bella pizza di San Gimignano ed è una delle più belle della Toscana. Qui si trovano le botteghe e si svolgevano il mercato e le giostre.

Il Museo della Tortura: in realtà si tratta di due piccoli musei: il primo, appena entrati in paese, espone su tre piani un percorso completo sui metodi di tortura di tutto il mondo, con strumenti e attrezzi originali, foto e spiegazioni dettagliate. L’altro museo si trova un po’ più su ed ha come tema la pena di morte.

Chiesa di Sant’Agostino: piccolo scrigno di opere d’arte che merita una visita per scoprirne i tanti gioielli custoditi.

Rocca di Montestaffoli: costruita per difendere San Gimignano dagli attacchi di Siena dopo la sottomissione a Firenze. Non resta molto dell’antica rocca, ma vale la pena arrampicarsi in questo spazio verde per ammirare una straordinaria vista su San Gimignano e la Val d’Elsa. L’unica torretta rimasta in piedi di un complesso sistema di difesa, è il punto di vista privilegiato per godersi il panorama. La rocca di Montestaffoli è oggi luogo di manifestazioni culturali e sagre, in particolare la Giostra dei Bastoni che si volge a giugno.

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Colle di Val d’Elsa

Colle di Val d’Elsa

Colle di Val d’Elsa

La capitale del cristallo

Colle, soprannominata anche la Boemia d’Italia, contribuisce per il 95% alla produzione di cristallo italiano e per il 14% alla produzione mondiale. Rappresenta perciò un’eccellenza in questo settore per il nostro territorio e per il mondo.  

Calici, piatti e bicchieri sono plasmati attraverso un mix di maestria e tecnica osservabile ancora oggi e che permette alla città di essere la produttrice di quasi la totalità di questo speciale vetro in Italia. Per conoscerne i trucchi e contemplare l’arte della soffiatura si può scegliere di visitare il Museo del Cristallo o cogliere l’occasione di assistere a dimostrazioni che si tengono nelle botteghe artigiane.

Anticamente il borgo medievale di Colle era diviso in tre parti: il Borgo di Santa Caterina, il Castello di Piticciano e il Piano, oggi semplificati in Colle Alta e Colle Bassa. I documenti ufficiali iniziano a parlare di Colle val d’Elsa fin dal X secolo. La città è composta dal centro storico sulla collina in alto e dalla parte più nuova in basso.

Colle Bassa: la visita di Colle può iniziare dall’ampia Piazza Arnolfo di Cambio qui situata. Poi ci sono il Museo del Cristallo e la Chiesa di Sant’Agostino. Da Piazza Arnolfo di Cambio si prende per via dei Fossi fino a raggiungere il Museo del Cristallo. Il museo ricostruisce la storia dell’industria vetraria di Colle. Il museo è dotato anche di un’area sperimentale in cui i visitatori possono entrare direttamente in contatto con i materiali e gli strumenti per la lavorazione del vetro. Continuando su via dei Fossi si arriva in Piazza Sant’Agostino dove si affaccia l’omonima Chiesa di Sant’Agostino in stile rinascimentale.

Colle Alta: il Castello e il Borgo compongono il nucleo più interessante del borgo. Qui troviamo il Duomo, il Museo Archeologico e il Complesso museale di San Pietro. Proseguendo si raggiunge la maestosa Porta Nova. La porta fa parte dell’imponente sistema di fortificazioni che servivano per la difesa del castello di Colle.

Tutti conoscono il romanzo Le avventure di Pinocchio scritto da Carlo Collodi, ma non tutti sanno che per un certo periodo della sua vita lo scrittore visse a Colle di Val d’Elsa. In città esisteva una fonte medievale chiamata Fonte di Pinocchio che deve aver ispirato il Collodi che scelse questo nome per il suo burattino. 

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Torri

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Monticiano

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Monteriggioni

Monteriggioni

Monteriggioni

Una località senza tempo

Monteriggioni rappresenta uno dei borghi fortificati più significativi del territorio ed è uno degli esempi di architettura militare meglio conservati al mondo. La sua posizione strategica permetteva di controllare prima e di ammirare poi Colle Val d’Elsa e Staggia.

La circolarità perfetta del suo perimetro è stata ottenuta seguendo le naturali curve di livello del terreno. Le mura di Monteriggioni hanno un perimetro di 570 metri e vennero innalzate tra il 1212 e il 1219, per poi essere rinforzate nel 1260-70.

La cinta muraria intatta è composta da 14 torri e 2 porte. La Porta Franca o Romea rivolta verso Roma e la Porta Fiorentina rivolta, invece, verso Firenze. Tutto ciò sta a manifestare la sua maestosità che sorprende ancora oggi.

Piazza Roma, il cuore del borgo, è circondata da prati e orti, un tempo utili per la sopravvivenza della popolazione in caso di assedio. Questa è la piazza principale del paese, su cui affaccia la Pieve di Santa Maria Assunta. Piccolo chiesetta, è da sempre il centro della vita del borgo.

Il prestigio e la particolarità di questo borgo godono di una fama consolidata ormai da tempo; anche il poeta Dante Alighieri cita Monteriggioni nella Divina Commedia perchè impressionato in prima persona da questa imponente struttura.

Ci sono delle leggende che narrano di cunicoli segreti e passaggi sotterranei che mettevano in comunicazione il castello con le vicine fortificazioni, addirittura si racconta di una strada che portava fino a Siena.

Negli ultimi anni Monteriggioni ha assunto maggiore rilevanza turistica essendo stata inserita all’interno del percorso della Via Francigena dal Consiglio d’Europa, fa quindi parte degli Itinerari Culturali. Si tratta di un percorso a piedi che parte da Piazza Roma di Monteriggioni e arriva a Il Campo di Siena.

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Monticiano

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