Il mito di Siena

La creazione del mito di Siena e il Palio

L’immagine comune che abbiamo di Siena è quella di un prezioso scrigno gotico, coerente e organico, caratterizzato dalle tipiche facciate in laterizio, dagli archi ogivali, dai dipinti a fondo oro. La creazione di quest’immagine romantica della città è frutto della cultura ottocentesca arrivata in Italia dalla Germania e dell’Inghilterra, accompagnata dalla rivalutazione dell’architettura e dell’arte del Medioevo, che a Siena si sviluppa molto prima e più diffusamente delle altre zone d’Italia, cominciando verso la metà del XIX secolo.

Lo sviluppo di questa corrente purista e la necessità concreta di convertire a nuove funzioni fabbricati preesistenti, hanno fatto sì che in questa città si intervenisse sulle strutture architettoniche, specialmente su quelle trecentesche, in misura molto maggiore rispetto ad altre città storiche italiane. Tale sviluppo in architettura e pittura corre parallelo a quello di un artigiano in stile di altissima qualità, che contribuisce a produrre una vera e propria cultura del Gothis Revival. Questa concezione del restauro e della progettazione in stile è molto precoce a Siena ed è presente anche molto prima del XIX secolo, come dimostra per esempio la sopraelevazione delle due ali laterali del Palazzo Pubblico nel 1680, ma è proprio nel corso dell’Ottocento e nel primo Novecento che il fenomeno si accentua, trasformando per sempre il paesaggio urbano e conferendogli l’aspetto attuale. Si pensi ad esempio alla creazione ex novo di piazza Salimbeni ed alla sostituzione della Fonte Gaia. Queste grandi opere, accanto alle testimonianze autentiche della storia, hanno conferito alla città un volto mitico, quasi di sogno, che tuttavia è vivo e presente con tutta la sua suggestione, oltre che nelle forme, anche nello spirito della città e dei suoi abitanti.

La popolazione senese infatti coltiva incessantemente le sue tradizioni ed è caratterizzata al suo interno da un fortissimo senso di appartenenza alla città; è articolata in diciassette Contrade (Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Valdimontone), divise territorialmente e dotate al loro interno di organi amministrativi e sedi religiose. Le Contrade organizzano durante tutto l’anno eventi e manifestazioni, che hanno come loro culmine la famosissima corsa del Palio, che avviene due volte l’anno, il 2 luglio (Palio dell’Assunta) e il 2 agosto (Palio di Provenzano), l’unica festa in costume d’epoca ancora vissuta e sentita autenticamente. Di origini medievali ma istituzionalizzato nella sua forma attuale tra XVII e XVIII secolo, il Palio, con il suo complesso cerimoniale, il corteo storico, le feste della vittoria, i cortei trionfali e la sfrenata corsa dei cavalli lungo il perimetro splendido del Campo, è il culmine della vita delle Contrade, che lo organizzano durante tutto l’anno, e rappresenta meglio di ogni altro simbolo la peculiarità straordinaria che ancora conservano Siena e i suoi abitanti.

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