Il Duomo di Siena

La Cattedrale di Siena dedicata a Santa Maria Assunta

Duomo

Splendida espressione dell’arte romanico-gotica, la Cattedrale dell’Assunta innalza il suo luminoso e ricchissimo involucro su una piattaforma a gradinate. Per tradizione, la consacrazione della basilica è fatta risalire al 1179, ma i lavori di costruzione proseguono lungo il XIII secolo, durante il quale è decisa la collocazione della facciata e sono compiuti la cupola e il campanile.

Il Duomo è a tre navate, a croce latina, dotato di una cupola esagonale coperta da lastre di piombo, e rivestito all’esterno da un paramento marmoreo a fasce bianche e nere, con chiaro riferimento alla balzana, lo stemma senese, simbolo della città e del potere civile. La ricchezza di opere d’arte, appartenenti alle più diverse epoche e stili, fanno della Cattedrale senese un vero e proprio museo, dove è possibile ammirare moltissimi capolavori inseriti nel contesto per cui sono stati concepiti.

L’ambizioso progetto di costruire una nuova cattedrale molto più estesa e imponente di quella preesistente nasce nel 1322. La prima pietra è posta nel 1339, anno dell’effettivo avvio dei lavori. Seguendo il progetto originario, il Duomo attuale sarebbe diventato il transetto di un immenso tempio, la cui navata centrale si sarebbe snodata lungo l’area dell’attuale piazza Jacopo della Quercia. La costruzione della nuova cattedrale prosegue fino al 1348, l’anno della grande peste, quando subisce una brusca interruzione, ed è sospesa nel 1357, a seguito dell’improvviso calo della popolazione, di crolli che colpiscono alcune strutture portanti e delle gravi difficoltà economiche che inevitabilmente insorgono davanti a un tanto grandioso progetto, non commisurato alle effettive possibilità della città. Demolite le strutture pericolanti, rimangono ancora visibili i resti della navata destra, aperta da cinque colossali arcate, di una parte della fiancata sinistra e del monumentale prospetto, chiamato Facciatone, aperto da un’altissima finestra a due piani; lungo il fianco sinistro si apre una delle porte più belle del Gotico senese, ornata da una ricca decorazione, che conduce alla scalinata marmorea che scende sulla piazza del battistero. Il Duomo Nuovo, anche forse per la sua incompiutezza, costituisce una delle imprese artistiche più suggestive della città.

Ospedale di Santa Maria della Scala

L’esistenza di un complesso destinato a ospitare e assistere pellegrini, poveri e orfani, in seguito divenuto un vero e proprio ospedale, è documentata con sicurezza dal 1090, ma quasi certamente la fondazione è più antica, attribuita da una leggenda medievale a un ciabattino di nome Sorore, morto nell’898.

L’Ospedale della Scala, che deve il nome alla sua posizione di fronte alle scale che conducono al sagrato del Duomo, ha avuto grazie al sostegno del governo e ai cospicui lasciti delle grandi famiglie senesi, un’enorme importanza nella storia e nell’economia della città, come dimostra anche la vastissima estensione del fabbricato.

Fino a pochi anni fa ancora operativo come struttura sanitaria, è stato sottoposto in anni recenti a un progressivo restauro e riadattamento, diventando uno dei poli culturali di Siena, sede del Museo archeologico, di mostre temporanee e di spazi monumentali.

Il lungo prospetto che si affaccia sulla piazza del Duomo, è composto da vari corpi di fabbrica, sottoposti nei secoli a continue modifiche; la parte più antica è quella centrale, costituita dalla fiancata della chiesa dell’Annunziata, con un paramento di marmo al piano inferiore e grandi finestre rinascimentali a quello superiore. Affiancano la chiesa, sulla destra un fabbricato in stile gotico, chiamato “Palazzo del Rettore” e, sulla sinistra, un complesso detto “Casa delle balie”, nella cui fascia centrale nel Novecento è stata aperta una fila di bifore in stile, entrambi edificati probabilmente alla fine del Trecento.

Alla decorazione interna della chiesa e degli ambienti dell’Ospedale della Scala partecipano moltissimi artisti senesi, rendendo la struttura uno dei punti chiave, insieme al Palazzo Pubblico e al Duomo, per comprendere l’evoluzione della cultura figurativa cittadina.

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